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  • gabrielefragasso

I FARMACI BETABLOCCANTI SONO UTILI ANCHE NELL'INSUFFICIENZA CARDIACA BIVENTRICOLARE

I betabloccanti si sono dimostrati efficaci nel ridurre le ospedalizzazioni e la mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca di vario grado e natura. Numerosi studi clinici randomizzati utilizzanti bisoprololo, carvedilolo, metoprololo e nebivololo, hanno incontrovertibilmente dimostrato che questi beta bloccanti migliorano la prognosi in pazienti con insufficienza cardiaca sistolica. Tuttavia, gli studi clinici effettuati non hanno mai differenziato pazienti che presentassero soltanto disfunzione sistolica del ventricolo sinistro da quelli con contemporanea compromissione anche della funzione ventricolare destra. Considerato che il ventricolo destro ha una parete muscolare sottile, è possibile che in presenza di una sua disfunzione sistolica l'effetto inotropo negativo dei beta bloccanti possa essere sufficiente a peggiorarne ulteriormente la funzione e quindi a ridurre gli effetti benefici globali di questi farmaci. Pertanto, in pazienti con disfunzione biventricolare non controllati adeguatamente dalla terapia, spesso ci siamo trovati nella tentazione e condizione di sospendere i betabloccanti, con il presunto scopo di migliorarne le condizioni cliniche . Tuttavia, non avendo una dimostrazione scientifica dell'efficacia di questo adattamento terapeutico, abbiamo deciso di effettuare uno studio sull'argomento. Bene, i risultati dello studio non hanno confermato questo presunto effetto deleterio dei beta bloccanti in pazienti con disfunzione biventricolare, confermandone pertanto l'efficacia anche in questo sottogruppo di pazienti. Inoltre, anche questa volta si conferma che gli atteggiamenti terapeutici fondati su impressioni, speranze, abitudini, etc, dovrebbero essere sempre confermati da studi clinici ad hoc, per evitare di determinare effetti controproducenti.


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