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  • gabrielefragasso

I diuretici tiazidici e la terapia dell'ipertensione arteriosa: buoni motivi per evitarli.

Aggiornamento: 6 dic 2023

I diuretici sono da tempo immemore utilizzati per la cura dell'ipertensione arteriosa. Per dirla banalmente, rappresentano i succedanei chimici delle sanguisughe che, insieme al salasso (in passato anche detto flebotomia), erano pratiche mediche diffuse nell'antichità, consistenti nel ridurre il volume di sangue circolante e, quindi, ridurre la pressione sistemica. In effetti i diuretici funzionano nello stesso modo, favorendo l'escrezione renale di liquidi, essi riducono il volume di sangue circolante e, di conseguenza, la pressione arteriosa sistemica. In mancanza di meglio, può essere un buon approccio terapeutico. Negli ultimi 50 anni però, sono stati sintetizzati numerosi farmaci anti-ipertensivi, il cui effetto terapeutico si basa sui meccanismi fisiopatologici specifici che determinano l'ipertensione arteriosa e che pertanto andrebbero privilegiati nella scelta della terapia medica. Tuttavia, in considerazione del del fatto che spesso tali farmaci da soli non sono sufficienti a mantenere i valori pressori entro i limiti al momento considerati accettabili, le case farmaceutiche hanno regolarmente aggiunto dosi variabili di diuretici tiazidici alle principali classi di farmaci anti-ipertensivi da loro commercializzate (ACE-inibitori, sartani, beta-bloccanti), creando dei preparati farmaceutici di combinazione. Si da il caso però che questa classe di diuretici sia gravata da una serie di effetti collaterali che spesso vanno in contrasto con gli effetti benefici che si dovrebbero ricavare dal farmaco principale utilizzato. In particolare, i diuretici tiazidici sono noti da tempo per il loro effetto deleterio sul metabolismo glucidico e lipidico, sulla funzione renale, sulla funzione erettile maschile, sui livelli degli elettroliti plasmatici (ed eventuale maggior rischio di aritmie) e, da ultimo, il loro uso è stato associato ad una maggiore incidenza di carcinomi cutanei basocellulari ed altri tumori cutanei (1). Pertanto, prima di utilizzare diuretici tiazidici per la cura dell'ipertensione arteriosa, bisognerebbe cercare di ottimizzare le dosi del farmaci "fisiopatologici" ed eventualmente associarli tra loro. Uno studio recente condotto dal mio gruppo di ricerca al San Raffaele di Milano (2), ha ulteriormente confermato l'effetto deleterio dei diuretici tiazidici sul metabolismo glucidico, che come sappiamo rappresenta un particolare fattore di rischio cardiovascolare nel paziente iperteso. Per tale motivo, ove non strettamente necessario, i diuretici tiazidici andrebbero evitati, soprattutto nel paziente con aumentato rischio cardiovascolare, come il paziente affetto da ipertensione arteriosa.

1) Nochaiwong S, Chuamanochan M, Ruengorn C, Noppakun K, Awiphan R, Phosuya C, Tovanabutra N, Chiewchanvit S, Sood MM, Hutton B, Thavorn K, Knoll GA. Use of Thiazide Diuretics and Risk of All Types of Skin Cancers: An Updated Systematic Review and Meta-Analysis. Cancers (Basel). 2022 May 23;14(10):2566. doi: 10.3390/cancers14102566. PMID: 35626169; PMCID: PMC9140049.


2) Preda A, Semeraro A, Fiore G, Liberale L, Montecucco F, Fragasso G. Discontinuation of low-dose thiazide treatment in hypertensive patients associated with improvement in glycemic profile. Intern Emerg Med. 2022 Sep;17(6):1831-1835. doi: 10.1007/s11739-022-03030-9. Epub 2022 Jun 17. PMID: 35715713.


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